La Patria dei Cuochi

Una storia che si rinnova

Territorio, professione, formazione

La foto di gruppo della prima Sagra del Cuoco a Villa Santa Maria

La foto di gruppo della prima Sagra del Cuoco, davanti al cartello dell’edizione inaugurale.

1977
la prima edizione, allora «Sagra del cuoco»
3
giorni di festa, il secondo weekend di ottobre
1939
l’Istituto alberghiero, tra i più antichi d’Italia
1563
la nascita a Villa di San Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi

Villa Santa Maria è un paese montano affacciato sul fiume Sangro, in provincia di Chieti, che ha legato il proprio destino alla figura del cuoco e, più in generale, a chi lavora nel mondo della ristorazione. Una vocazione professionale diffusa, nata alla fine dell'Ottocento e tramandata di generazione in generazione fino ai giorni nostri: una comunità che ha saputo trarre dal mestiere del cuoco la propria dignità sociale e, dal locale Istituto alberghiero, il benessere e lo sviluppo economico del territorio.

È in questo contesto che, nel 1977, nasce «La sagra del cuoco», un evento gastronomico pensato per valorizzare Villa Santa Maria attraverso ciò che la rende unica: i suoi professionisti della cucina. L'idea, nata dalla profonda identificazione tra la professione del cuoco e il tessuto sociale del paese, fu di Antonio Di Lello, presidente della Pro Loco, e del sindaco Giuseppe Di Lello Finuoli. Il progetto, condiviso dall'intera amministrazione comunale, vide la luce il 15 e 16 ottobre, grazie anche all'impegno del segretario della Pro Loco Candido Calabrese e dei docenti di cucina dell'Istituto alberghiero Antonio Stanziani e Nicolangelo Lemme, che coordinarono il settore gastronomico della manifestazione.

La Rassegna si svolge nel secondo fine settimana di ottobre perché, in passato, i cuochi villesi e quelli dei paesi del circondario, conclusa la stagione estiva, tornavano al paese e ritrovavano il tempo da dedicare alla festa culinaria: l'esposizione della loro maestria diventava così anche un rito di convivialità condivisa. Da allora, l'obiettivo della manifestazione è rimasto lo stesso: mettere in risalto le capacità culinarie e artistiche dei cuochi. Per questo il momento più atteso, e unico nel suo genere, è l'esposizione delle molteplici preparazioni gastronomiche — un vero e proprio buffet dimostrativo sull'arte culinaria — che si snoda lungo il corso del paese, animato dalla presenza dei cuochi che le hanno realizzate e che le raccontano, di persona, ai visitatori.

Il cuore della Rassegna

Il buffet dimostrativo sull’arte culinaria

I buffet del Novecento rappresentano l'apice dell'alta cucina scenografica francese, quella che ha animato i grandi hotel, le navi da crociera e i ricevimenti aristocratici e di Stato, definendo i canoni della cucina classica internazionale. In questi allestimenti il cibo non doveva essere soltanto gustoso: doveva anche costituire uno spettacolo visivo, concepito per meravigliare gli ospiti ancor prima di essere assaggiato.

I piatti principali univano un'altissima perizia tecnica e il talento artistico dei cuochi a una presentazione estetica di grande impatto cromatico: ingredienti lucidati con gelatina trasparente o colorata, adagiati su specchi o vassoi d'argento decorati con ortaggi, frutta e tartufi intagliati. Tacchini, polli e fagiani venivano disossati, farciti, cotti e infine affettati, in modo da mostrare il disegno geometrico del loro interno; nei buffet più scenografici, i fagiani venivano talvolta ricomposti con testa, coda e ali dalle piume originali, per restituire l'illusione del volatile intero.

Tra le presentazioni più caratteristiche del buffet vi erano gli aspic: ingredienti — principalmente medaglioni d'aragosta, uova e foie gras — ricoperti di gelatina chiarificata, oppure elementi molto colorati immersi nella gelatina liquida e colati in stampi a cupola, a castello o a piramide, che una volta sformati lasciavano intravedere gli ingredienti «sospesi» al loro interno, come custoditi in una teca di cristallo edibile.

Altrettanto tipici dei piatti da esposizione erano i pâté en croûte — i pasticci in crosta —, strutture di pasta brisée o di pasta sfoglia farcite con carni pregiate, selvaggina o pesce, alternate a ortaggi e decorate all'esterno con la stessa pasta, modellata in forme geometriche o floreali, poi cotte in forno: una volta tagliati, rivelavano l'omogeneità del ripieno insieme alle decorazioni.

Oltre alle preparazioni commestibili, il buffet monumentale comprendeva elementi puramente artistici, collocati tra le portate per dare tridimensionalità alla tavola: le cosiddette pièces montées, sculture di grasso di vitello, di burro, di margarina o di pasta pane che raffiguravano busti, animali, cornucopie, castelli, chiese, monumenti e navi. Ad esse si affiancavano i trionfi di zucchero — composizioni in pastigliaccio o in zucchero tirato, dedicate soprattutto a fiori e cesti — ai quali, a partire dagli anni Novanta, si sono aggiunti gli intagli di vegetali e formaggi e le sculture di ghiaccio, con soggetti perlopiù marini.

Tutto questo trovava piena espressione nel piccolo paese di Villa Santa Maria, che per un giorno veniva investito dall'alta cucina internazionale: una sinfonia di sapori e di piatti esposti con arte e maestria, che uscivano dai luoghi della ristorazione d'élite per essere messi a disposizione di tutti. È proprio questa sontuosità della cucina professionale, capace di meravigliare i visitatori, ad aver segnato la particolarità — e il successo — della Rassegna.

Disegno di una pièce montée di Antonin Carême
Una pièce montée disegnata da Antonin Carême: le architetture di zucchero che davano ai buffet monumentali la loro tridimensionalità.
Le tappe

Momenti di una tradizione

1977

Nasce la Sagra del cuoco

Il 15 e 16 ottobre la prima edizione, ideata da Antonio Di Lello, presidente della Pro Loco, e dal sindaco Giuseppe Di Lello Finuoli, con l’impegno del segretario Candido Calabrese e dei docenti di cucina dell’Istituto alberghiero Antonio Stanziani e Nicolangelo Lemme, che coordinarono il settore gastronomico.

1979

Il pasta party e i long drink

Nicola Tantimonaco, presidente della Pro Loco e regista della Rassegna dal 1979 al 1999, introduce il pasta party — allora degustazione gratuita della pasta De Cecco condita con le salse dei cuochi villesi — e i long drink dei barman villesi e dell’AIBES: entrambi ancora oggi appuntamenti fissi.

1980

Il buffet si apre ai ristoranti

La preparazione dei piatti per il buffet viene aperta anche ai ristoranti della regione, che si affiancavano a quelli dei cuochi villesi in preparazioni sia calde che fredde. Nello stesso anno inizia a svolgersi la processione con l’urna di San Francesco Caracciolo, portata dai cuochi in divisa.

1981

Il Premio Monzù e la processione con il Santo

Viene istituito il Premio Monzù, assegnato ai migliori allievi dei corsi di cucina, sala-bar e segreteria dell’alberghiero villese e conferito fino al 2006.

1982

Da Sagra a Rassegna

Su iniziativa di Nicola Tantimonaco l’evento cambia nome: «Rassegna» sintetizza meglio la finalità di mettere in mostra le capacità artistiche, tecniche e culinarie dei cuochi.

1988

Il Master nazionale della ristorazione

Una competizione tra ristoranti provenienti da fuori regione, nell’ambito del buffet dimostrativo, con i premi Pastificio De Cecco per i primi piatti, Olearia De Cecco per i secondi e Confetti Pelino per i dolci. Dal 1991, e fino al 1999, diventa Nastro Blu della cucina abruzzese.

1990

I giovani barman e i dolci delle casalinghe

Viene istituito il concorso Aspiranti barman — oggi Junior cocktail competition — tra gli alunni del corso di sala-bar del locale Istituto Alberghiero, in collaborazione con l’AIBES. Dallo stesso anno una parte del buffet è dedicata ai dolci tipici di Villa Santa Maria e della Valle del Sangro preparati dalle casalinghe del paese.

1996

Patrono dei cuochi d’Italia

Il 26 marzo la CEI proclama San Francesco Caracciolo — nato a Villa Santa Maria il 13 ottobre 1563 — patrono dei cuochi d’Italia, esito di quindici anni di eventi gastronomico-religiosi promossi dalla comunità professionale e civile villese e dalla Federazione italiana cuochi.

2000

Nasce l’EGERCU e arrivano le cucine a vista

Comune, Pro Loco, Associazione cuochi Valle del Sangro, Comunità montana Sangro-Aventino e parrocchia costituiscono l’Ente per la Gestione della Rassegna dei Cuochi, presieduto da Giuseppe Finamore. Vengono proposti menu completi realizzati da altrettante cucine a vista.

2002

L’Oscar del cuoco

L’EGERCU, su proposta del segretario Antonio Di Lello, istituisce il premio la berretta bianca, riconoscimento nazionale assegnato ad uno chef di elevato profilo professionale che fu conferito al presidente della Federazione italiana cuochi Paolo Caldana, l’anno successivo, al presidente onorario Angelo Consoli e nel 2004 allo chef Antonio Albanese.

2007

I ristoranti gourmet e il raduno nazionale FIC

Da questa edizione si apre alla partecipazione dei ristoranti del territorio che si aggiungono ai tre ristoranti gourmet nei palazzi storici, le cui cucine sono dirette da rinomati chef villesi. La Rassegna ospita il raduno nazionale dei Maestri di cucina ed executive chef della Federazione italiana cuochi.

2010

Il Cuoco DOC città di Villa S. Maria

L'EGERCU chiese all'Unione Regionale Cuochi Abruzzesi di organizzare un evento nell'ambito della Rassegna, e il presidente Antonio De Sanctis, personalità storica e di spicco della Rassegna, propose una competizione tra le Associazioni cuochi dell’Abruzzo e del Molise, denominata “Il Cuoco DOC città di Villa S. Maria”, che ebbe vita fino al 2015.

2011

La Rassegna apre ai protagonisti della cucina italiana

La Rassegna amplia il proprio orizzonte e coinvolge personalità di rilievo nazionale: chef, giornalisti, critici enogastronomici e giovani talenti emergenti. Il coordinamento degli eventi paralleli è affidato al critico enogastronomico Antonio Paolini, con un programma di convegni, cooking show e degustazioni che vede protagonisti, tra gli altri, Heinz Beck, Niko Romito e Franco Pepe.

2013

35ª edizione · il 450° della nascita del Santo

Durante la Rassegna viene inaugurato il museo di San Francesco Caracciolo, Patrono dei cuochi, nato a Villa Santa Maria che affianca il Museo del cuoco.

2016

La prima Festa nazionale del cuoco

Il 13 ottobre la Federazione italiana cuochi sceglie Villa Santa Maria per la prima Festa nazionale del cuoco: 300 cuochi e cuoche e oltre 250 allievi di istituti alberghieri di sei regioni, tavole rotonde con chef stellati e il percorso gastronomico delle venti Unioni regionali, il cui ricavato fu devoluto all’Opera Missionaria Caracciolina in Congo.

2022

42ª edizione · il ritorno

Dopo due anni di pandemia sanitaria da Sars Covid19, la Rassegna ritorna e, tra gli ospiti d’onore, c’è Enrico Derflingher, Chef Presidente Euro-Toques International.

2025

45ª edizione · dedicata a Nicola Donatelli

Da questa edizione la Rassegna annovera tre innovazioni: si concentra su temi specifici; rinnova lo storico buffet con una sequenza di esposizione di piatti; dedica ogni edizione a uno chef che ha contribuito a farla grande dedicandola a Nicola Donatelli, artista della decorazione e presenza storica dell'evento.

2026

46ª edizione · 9-11 ottobre

Dal 9 all'11 ottobre 2026 Villa Santa Maria ha ospitato la 46ª Rassegna dei Cuochi: cooking show dei grandi chef, talk-show, la Grande Esposizione di piatti gastronomici, la tavola dei Cuochi d'Abruzzo, musica, arte e iniziative per i giovani. La produzione artistica e la conduzione sono state di Piero Muscari.

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Chi ha fatto la Rassegna

La Rassegna, fin dall’inizio, è stata organizzata dalla Pro Loco e dall’Amministrazione comunale di Villa Santa Maria, in collaborazione con l’Associazione cuochi Valle del Sangro. Per una gestione più attenta e precisa, questi enti — insieme alla Comunità montana Sangro-Aventino e alla parrocchia del paese — nel 2000 costituirono l’Ente per la Gestione della Rassegna dei Cuochi (E.Ge.R.Cu.), presieduto da Giuseppe (Pino) Finamore, cuoco e dirigente dell’ACVS; seguirono Antonio De Sanctis (2006),presidente ACVS, Francescopaolo Falconio, sindaco di Villa Santa Maria (2007–2009), e Davide Pellegrini (2010).

Nel 2011 l’EGERCU fu sciolto e la Rassegna tornò all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Paolini. Nel 2012, per la prima volta nella sua lunga storia, fu organizzata dall’Associazione cuochi Valle del Sangro e gestita dal suo presidente Domenico Rocco Di Nucci, figura storica dell’evento e coordinatore degli aspetti organizzativi delle cucine, prosegue così anche nel 2013. Dal 2014 è tornata ad essere gestita dall’amministrazione comunale e organizzata dal sindaco Giuseppe (Pino) Finamore; dal 2025 è iniziata la coorganizzazione con l’Unione regionale cuochi abruzzesi.

Formazione

L’Istituto alberghiero «Giovanni Marchitelli»

Sede storica dell'’Istituto alberghiero Giovanni Marchitelli di Villa Santa Maria
La sede storica dell’Istituto alberghiero «Giovanni Marchitelli» di Villa Santa Maria, aperto nel 1939.

Nell’ambito della Rassegna un ruolo importante è ricoperto dall’Istituto alberghiero Giovanni Marchitelli di Villa Santa Maria, uno degli istituti alberghieri più antichi d’Italia, aperto nel 1939. È parte integrante della manifestazione: fin dalla prima edizione alunni e insegnanti preparano piatti esposti nel buffet dimostrativo e, la domenica — giorno centrale dell’evento — l’Istituto diventa luogo di visita obbligato, dove si tiene una sorta di rassegna nella Rassegna. Gli allievi, guidati dai loro insegnanti, mostrano ai visitatori come si preparano i piatti, dimostrano le loro capacità nell’arte del servizio e nella preparazione dei cocktail, e raccontano la storia dell’istituto e di Villa Santa Maria.

Questa unione sinergica tra cuochi professionisti e allievi è da sempre uno stimolo per i futuri cuochi: suscita entusiasmo, ammirazione e voglia di emulare i grandi maestri. Molto suggestiva è la sfilata — una sorta di processione gastronomica — degli alunni di cucina in divisa che, sotto lo sguardo ammirato e gli applausi di migliaia di visitatori, portano dalla scuola fino al corso del paese i loro piatti gelatinati e le sculture di vegetali da mettere in esposizione. Tra le magnifiche preparazioni esposte ogni anno si ricorda quella del 2011, 150° anno dell’Unità d’Italia, quando gli allievi prepararono venti ricette tipiche, una per ogni regione, allestite sopra specchi e presentate con elegante cromaticità.

Devozione

Il patrono dei cuochi d’Italia

Sin dall’inizio la Sagra del cuoco ha vissuto anche un momento di religiosità, con la celebrazione di una Messa e la successiva processione a cui prendevano parte i cuochi presenti. Nel corso degli anni si è trasformata in devozione a San Francesco Caracciolo, fino a dedicare alla spiritualità e alla socializzazione dei cuochi l’intera prima giornata della manifestazione, il venerdì.

Durante la prima edizione della Sagra, il delegato regionale dell’Abruzzo dell’Accademia Italiana della Cucina, Angelo De Victoriis Medori, suggerì agli organizzatori di adoperarsi affinché San Francesco Caracciolo venisse proclamato patrono dei cuochi: il Santo era infatti nato proprio a Villa Santa Maria il 13 ottobre 1563. In virtù di questa indicazione, nel 1980 iniziò a svolgersi la processione con l’urna del Santo portata dai cuochi in divisa, insieme a una serie di eventi gastronomico-religiosi anche a livello nazionale, promossi con l’impegno della Federazione italiana cuochi: il 26 marzo 1996 la CEI nominò San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi d’Italia.

La statua di San Francesco Caracciolo a Villa Santa Maria
La statua di San Francesco Caracciolo a Villa Santa Maria, suo paese natale.
Le persone

I cuochi che hanno fatto la Rassegna

Nel corso degli anni sono stati centinaia i cuochi e le cuoche — non solo villesi, ma anche molti formatisi presso il locale Istituto alberghiero, e i cuochi dei ristoranti che hanno partecipato all’evento — che nei vari ruoli hanno contribuito al successo della Rassegna. Tutti con l’obiettivo di dimostrare non solo il saper cucinare, ma che la cucina è una forma di artigianalità che coinvolge l’antropologia, la cultura, la storia, la tecnica e la scienza: un mestiere multidisciplinare che crea convivialità, serenità e benessere.

Hanno collaborato con maggiore assiduità alle preparazioni gastronomiche

  • Giovanni Spaventa
  • Onofrio Colecchia
  • Domenico Pace Stanziani
  • Angelo Marchitelli
  • Giovanni Finamore
  • Sabatino Di Lello
  • Antonio Stanziani
  • Gennaro Pavia
  • Giuseppe Falconio
  • Domenico Rocco Di Nucci
  • Antonio De Sanctis
  • Roberto Merolli
  • Francesco Zengaro
  • Antonio Saccone
  • Vincenzo Sabatini
  • Nino Fratello
  • Francesco Saccone
  • Vincenzo Lucchini
  • Vittorio Finamore
  • Giovanni Iezzi
  • Basilio Castracane
  • Tommaso Sboro
  • Marco Di Santo
  • Denys Ladisa
  • Valentino Di Renzo
  • Ugo Antonio Falconio
  • Alberto Pierdomenico
  • Nicola Di Loreto
  • Giorgio Vincenzo Falconio
  • Emilio Lucchini
  • Giuseppe D’Abbenigno
  • Quirino Salvatore
  • Nicola Finamore
  • Pasquale Cotumaccio
  • Antonio Castracane
  • Luca Falconio
  • Alfredo D’Alonzo
  • Luigi D’Abbenigno
  • Alberico Di Matteo
  • Enzo De Sanctis
  • Domenico Di Donato
  • Giuseppe Cristella
  • Lucio Iarusso
  • Antonio De Lucia
  • Francesco Sabatini
  • Antonio Iezzi
  • Walter Giardinelli
  • Gianni Di Carlantonio

Maestri nella presentazione e nell’esposizione dei piatti

  • Nicola Donatelli
  • Vittorio Saccone
  • Corinto Quirino Sabatini
  • Antonio Di Nino
  • Basilio Sabatini
  • Claudio Pellegrini
  • Davide Pellegrini

Grazie alla lungimiranza e all’impegno sociale, culturale e politico di alcune personalità villesi, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso si sono uniti tutti gli aspetti peculiari del territorio — la formazione, con la presenza dell’Istituto alberghiero; la professionalità, per l’ampio numero di cuochi; la religiosità, per la nascita di San Francesco Caracciolo — in una risorsa vincente che ha reso possibile la fama di Villa Santa Maria come Patria dei cuochi.

Nei tre giorni di Rassegna il paese non celebra il passato: al contrario, lo rinnova. Si intrecciano storie personali e collettive e si trasmettono ai giovani cuochi saperi e sapori. Il messaggio che oggi la Rassegna dei cuochi trasmette è che l’identità gastronomica, quando nasce da una comunità consapevole, può generare coesione sociale, formazione professionale, sviluppo economico e territoriale.

La Rassegna dei cuochi in Villa Santa Maria non è una sagra, ma un rito collettivo: un atto di riconoscenza a chi l’ha resa unica, i cuochi, con la loro professionalità, i loro sacrifici e il loro impegno sociale. Un punto di convergenza tra memoria e mestiere, fra territorio e formazione professionale.

Testo a cura di Lorenzo Pace

Palazzo Caracciolo a Villa Santa Maria

Il Museo dei Cuochi

Nelle stanze di Palazzo Caracciolo, il Museo dei Cuochi custodisce documenti fotografici, attestati e attrezzi da lavoro dei grandi cuochi villesi che hanno arricchito nel tempo la cucina nazionale e internazionale. È aperto al pubblico nei giorni della Rassegna.

I tre musei di Villa Santa Maria
Gli enti della Rassegna

Comune di Villa Santa Maria · Associazione Cuochi Valle del Sangro · Unione Regionale Cuochi Abruzzesi · Regione Abruzzo · Federazione Italiana Cuochi · Istituto Alberghiero “G. Marchitelli” · AIBES · Euro-Toques Italia · main sponsor Pastificio De Cecco.

Immagini: foto storica della prima Sagra del Cuoco, archivio della Rassegna. Pièce montée di Antonin Carême, Palazzo Caracciolo e statua di San Francesco Caracciolo: Wikimedia Commons, pubblico dominio. Istituto alberghiero di Villa Santa Maria: Wikimedia Commons, foto di Angelorenzi, CC BY-SA 4.0.

La storia continua a Villa Santa Maria

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